Occorre anzitutto premettere che Il reddito di cittadinanza, al momento, è solamente una proposta.
L’unico sostegno per la povertà che si può richiedere attualmente, infatti, è il REI 2018, il reddito di inclusione introdotto dall’ultimo Governo di Centrosinistra.

REDDITO DI CITTADINANZA: Cos’è il reddito di cittadinanza? Quali sono gli importi?  Quali sono i requisiti? Coperture finanziarie e critiche?

Cos’è il reddito di cittadinanza?
Il reddito di cittadinanza nella letteratura è un reddito uguale per tutti, erogato a tutti i cittadini senza vincoli e condizioni. Quello proposto dal M5s invece non è un vero reddito di cittadinanza ma  solo uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà.
A queste famiglie, quindi, il reddito percepito verrà integrato di una certa somma fino ad arrivare ad una determinata soglia, variabile a seconda della composizione del nucleo familiare. Lo stesso vale per i pensionati; questi infatti dovranno percepire più dell’attuale pensione minima e di conseguenza l’importo mensile verrà integrato fino a quando l’assegno non supererà la soglia di povertà indicata dall’ISTAT.

Gli importi?
Come anticipato, è l’ISTAT a stabilire una soglia di reddito sotto la quale qualunque cittadino si trova in una situazione di povertà. L’attuale soglia è di 780€. Questo importo naturalmente varia a seconda della situazione economica dell’interessato; ad esempio, chi ha reddito pari a 0 percepirà l’assegno nella misura piena, mentre chi ha uno stipendio di 400€ al mese ne riceverà solamente un’integrazione pari a 380€.
Questo importo, inoltre, aumenta per i nuclei familiari con più componenti, dove ci sono anche dei figli.

Ecco nel dettaglio gli importi previsti dal provvedimento depositato nel 2013 dal Movimento 5 Stelle:
2 componenti: 1.170€;
3 componenti: 1.404€;
4 componenti: 1.638€;
5 componenti: 1.872€.

Requisiti?
Vediamo ora chi sono i destinatari e quali sono i requisiti per accedervi.
Come si legge nella proposta di legge, hanno diritto a richiedere e percepire il reddito di cittadinanza tutti i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge:
hanno compiuto 18 anni;
sono residenti sul territorio nazionale;
percepiscono un reddito netto inferiore ai 7.200€ annui.

Un contributo per i cittadini italiani, ma anche per gli stranieri purché:
risiedono sul territorio italiano da almeno 2 anni;
nell’ultimo biennio hanno lavorato in Italia per almeno 1000 ore;
titolari di un reddito netto pari o superiore a 6000 euro complessivi percepiti nei due anni precedenti a quello della fruizione dei benefici di cui alla presente legge.
I 780 euro mensili (9.360€ l’anno) del reddito di cittadinanza, in sostanza, andrebbero versati integralmente ai soli disoccupati; coloro invece, che pur avendo un reddito, si trovassero al di sotto della soglia dei 780 euro avrebbero diritto alla somma necessaria al raggiungimento di tale soglia.
Nel dettaglio, la proposta del Movimento 5 Stelle prevede che i beneficiari si iscrivano ai centri per l’impiego; questi inoltre dovranno dimostrare che passano almeno due ore al giorno per la ricerca di un lavoro. Per aumentare le possibilità di trovare un impiego stabile ci saranno dei corsi di qualifica professionale da frequentare.
Allo stesso tempo bisognerà offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti utili alla collettività, per un totale di 8 ore a settimana. Inoltre è molto importante che il beneficiario del reddito di cittadinanza accetti uno dei primi tre lavori che gli vengono offerti, pena la perdita del beneficio.
Come si perde
Il reddito di cittadinanza potrebbe diventare un disincentivo al lavoro. Per evitare questo nella proposta m5s sono previste specifiche misure.

Il beneficiario in età non pensionabile ed abile al lavoro o qualora disabile in relazione alle proprie capacità, perde il diritto all’erogazione del reddito di cittadinanza al verificarsi di una delle seguenti condizioni:
non ottempera agli obblighi di cui all’articolo 11 della presente legge (“fornire disponibilità al lavoro presso i centri per l’impiego territorialmente competenti e accreditarsi sul sistema informatico nazionale per l’impiego”);
sostiene più di tre colloqui di selezione con palese volontà di ottenere esito negativo, accertata e dichiarata dal responsabile del centro per l’impiego;
rifiuta nell’arco di tempo riferito al periodo di disoccupazione, più di tre proposte di impiego ritenute congrue ai sensi del comma seguente, ottenute grazie ai colloqui avvenuti tramite il centro per l’impiego o le strutture preposte di cui agli articoli 5 e 10;
qualora a seguito di impiego o reimpiego receda senza giusta causa dal contratto di lavoro, per due volte nel corso dell’anno solare.

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